Santuario di San Giovanni Battista appare Gaudo,   contrada Melfi, Pontecorvo (Fr).

Rettore:

Don Luciano Fusco

reperibile presso la Chiesa di San Paolo Apostolo di Pontecorvo (Fr).

 

Contatti: 

sacrestia@santuario-sangiovannibattista-pontecorvo.it

 

Orario Sante Messe presso il Santuario:

Tutte le domeniche alle ore 09:00.

Tuttavia alcune domeniche potrebbe non essere celebrata la messa presso il Santuario, per impegni liturgici del  parroco. In caso di necessità o informazioni potete scrivere una mail o compilare il form di contatto nella pagina “info e contatti”.

 

Promessa di San Giovanni Battista ai fedeli: ”a tutti coloro che visiteranno il luogo dell’apparizione, dopo essersi confessati, partecipato alla Santa Messa ed aver ricevuto l’Eucarestia, saranno concesse grazie al corpo ed all’anima per mia intercessione”.

Santuario eretto da San Grimoaldo nel XII Secolo, sul luogo dell'apparizione di San Giovanni Battista.

Contrada Melfi a Pontecorvo è l'unico luogo al mondo, per quanto in nostra conoscenza, in cui è apparso il Santo.


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Santuario San Giovanni Battista, presso contrada Melfi a Pontecorvo (Fr).

L’apparizione di San Giovanni Battista a Pontecorvo (Fr) avvenne il 14 Aprile 1136 o 1137 in contrada Melfi lungo le sponde del fiume Liri, tempore quo Siciliae, Apuliae, Terraeque Loboris Rogerius Rex cioè nel tempo in cui Ruggero era Re della Sicilia, della Puglia e della Terra del Lavoro.

In numerosi documenti arrivati fino a noi si narra: <<E’ tradizione, ereditata dai padri, che verso la metà del Secolo XII S. Giovanni Battista apparve nel territorio di Pontecorvo e ne prese gli abitanti sotto il suo patrocinio. I prodigi poi succedutisi sino ad oggi, con i quali Egli si mostrò nostro Protettore, confermano in modo mirabile questa pia tradizione. Un antico Vescovo di Aquino di nome Guarino lasciò scritto che l’avvenimento si svolse nel modo seguente: Un certo Giovanni (di cognome Mele) contadino, mentre stava tutto intento a lavorare il suo campo, presso il Liri, fu tentato da satana, sotto falsa apparenza di ricco signore, il quale situatosi nell’altra riva, su di un tronco salice, mostrandogli una coppa d’argento, gli consigliava di guadare il fiume, se aveva a cuore di diventare da miserello che era, ricco. Quel tale avido di miglior fortuna, stava per affrontare il cimento, quando Dio misericordioso mandò dal Cielo il Santo dallo stesso nome, il Precursore di Cristo, perché salvasse il Suo protetto che era ingannato malignamente da satana. Quindi mentre già s’incamminava verso la riva del fiume, San Giovanni, prendendolo per mano, lo trasse dall’impresa ed aspramente minacciando il demonio, cacciò questo nell’abisso, con sì profondo sconvolgimento di acqua da rimanere sbigottiti, per l’insolito fragore, perfino molti abitanti della zona. Il contadino, testè sottratto dall’imminente pericolo, non appena si riebbe dallo sbalordimento e dallo spavento, rivolto verso il Liberatore, gli domando chi fosse. E questi subito rispose: “Io sono Giovanni il Battista, mandato da Dio per liberarti da rovina. Affrettati ora per andare dall’Arciprete Grimoaldo e, da parte mia, digli pur chiaramente che, dopo aver protratto ancora alquanto il suo digiuno con la preghiera e l’elemosina, ecciti il popolo ad edificare, a gloria del Mio nome, e proprio in questo punto, un tempio, nel quale, radunatosi esso popolo, possa, per mia intercessione, ottenere le grazie divine, utili per la salute dell’anima e del corpo”>> (dalla lettura dell’ufficio proprio concesso da Leone XIII alla diocesi).

Giovanni Mele, per timore di non essere creduto, non riferì nulla dell'accaduto alla Chiesa locale. 

Fu per questo che San Giovanni Battista apparve personalmente all'Arciprete Grimoaldo, raccontandogli il fatto ed esortandolo a costruire una Chiesa in Suo onore.

Nel 1137 il Vescovo di Aquino Guarino (1136-1153), insieme all’Arciprete Grimoaldo (proclamato poi Santo), pose la prima pietra della Chiesa immediatamente eretta nel luogo dell’apparizione e fu chiamata “San Giovanni Appare”. Poi lo stesso Vescovo ordinò un processo canonico sull’autenticità dell’apparizione, procedendo all’escussione dei protagonisti e dei testi.

La documentazione del processo canonico del Vescovo Guarino è andata perduta ma negli anni successivi un Vescovo di Aquino rimasto anonimo (dovrebbe trattarsi di Reginaldo suo successore nella carica pastorale) compose una dotta relazione sull’apparizione e sui miracoli che accompagnarono la costruzione del Santuario.

La Chiesa costruita da San Grimoaldo sul luogo dell’apparizione presso la sponda sinistra del fiume Liri, nel corso dei secoli si deteriorò molto e degli affreschi che ornavano le pareti non rimase quasi nulla. In questa antica chiesa le funzioni si svolgevano solo nei mesi tra aprile e settembre, negli altri mesi a causa delle copiose piogge le funzioni religiose si svolgevano nella chiesa di San Giovanni a Gaudo dei Cavalieri di Malta, che si trovava poco distante da quella costruita da San Grimoaldo. Nel corso dei Secoli la Chiesa originaria di San Giovanni Battista Appare fu abbandonata a causa delle precarie condizioni e le funzioni religiose si svolgevano nella Chiesa, poco distante dal luogo dell’apparizione, annessa all’ospedale costruito dai Cavalieri di Malta.

Con il Decreto N. 5 del 1995 il Vescovo Luca Brandolini (1993-2009), per interessamento dell’allora Rettore del Santuario Mons. Vincenzo Cerro, trasferì il titolo di “Santuario Diocesano” dall’Antica Chiesa di San Giovanni Appare (sommersa dal fiume Liri) alla Chiesa di San Giovanni a Gaudo (annessa all’ospedale dei Cavalieri di Malta).

La Chiesa di San Giovanni Battista Appare Gaudo è posta vicino l’antico ospedale costruito dai Cavalieri di Malta (oggi purtroppo non agibile). Questo antico ospedale serviva a curare i pellegrini che andavano e/o tornavano dal viaggio in Terra Santa.

 

 

Promessa di San Giovanni Battista ai fedeli: ”a tutti coloro che visiteranno il luogo dell’apparizione, dopo essersi confessati, partecipato alla Santa Messa ed aver ricevuto l’Eucarestia, saranno concesse grazie al corpo ed all’anima per mia intercessione”. 

                                                                           

 

 I testi sono stati redatti sulla base delle seguenti fonti:

 

-          Pontecorvo – Appunti e documentazione per una storia della città e della Chiesa Pontis Curvi dalle origini alla fine del medioevo, di Gian Michele Fusconi edito a Cassino nel 1998;

-          Opuscolo “Il Santuario Diocesano di San Giovanni Appare Gaudo a Melfi di Pontecorvo”, edito a Pontecorvo nel 2022;

-          San Giovanni Appare Gaudo – antico Santuario a Melfi di Pontecorvo, di Don Vincenzo Cerro, edito a Pontecorvo nel 1997;

-          Festa dell’Apparizione di San Giovanni Battista a Pontecorvo, di Don Luigi Casatelli, edito a Roccasecca nel 2022.